"Un libro ci consente di vivere più e più intensamente di quelle poche decine di anni che la biologia ci consente. Rispetto a chi non legge io sono più vecchio di Matusalemme."
Umberto Eco 2009
Umberto Eco 2009
Le persone che leggono sono pericolose se poi sono donne lo sono ancora di più.
Certo, una persona che legge difficilmente conoscerà la noia, visto che ci saranno sempre i libri a riempirle la vita. Mi capita di leggere in pullman, in treno, in coda, nello studio del medico, e mi lamento poco di ritardi e affini.
Una persona che legge avrà di meglio da fare di perdere tempo con falsi amici e qualunquisti vari, perché avrà sempre di meglio da fare.
Una persona che legge non avrà così bisogno di rapporti bulimici con il suo prossimo, perché avrà sempre i suoi libri da leggere, migliori della stragrande maggioranza della gente e della stragrande maggioranza dei rapporti umani.
Una persona che legge si farà meno intortare dal suo prossimo, che sia datore di lavoro, collega, compagno di scuola, politico, uomo di religione, e accetterà meno di farsi mettere i piedi in testa nella società, al lavoro, in famiglia.
Se poi è una donna, di sicuro avrà sempre i libri ad appagarla, che possono essere ben più appaganti della ricerca spasmodica di un uomo, della maternità a tutti i costi, di una vita da serva senza aperture mentali. Ecco perché per secoli ci hanno impedito di leggere, ecco perché in certi Paesi ci impediscono ancora di studiare.
Negli anni mi sono scontrata con vari qualunquisti di ambo i sessi, che non capivano la mia passione per i libri, e cercavano di frapporsi tra me ed essa: li ho allegramente allontanati dalla mia vita. E poi, francamente, che te frega se negli intervalli di tempo o in coda al bar io leggo un libro? Perché dovrei preferire ascoltare i tuoi discorsi vuoti o subire le tue avances? A proposito, non c'è nulla che mi faccia più incazzare che essere disturbata mentre leggo. Sono pericolosa perché leggo? Ne sono fiera e me ne vanto.
Quest’anno la Conferenza Generale Unesco (tenutasi dal 6 al 23 ottobre 2009) ha recepito le risoluzioni della Generale Assemblea delle Nazioni Unite di celebrare il 2010 come Anno Internazionale del ravvicinamento delle culture e quindi di avviare un conseguente piano di azione. L’obiettivo da perseguire consiste nel consolidare ed intensificare il dialogo tra culture per incrementare il rispetto etico alla diversità ed alla mutua comprensione, elementi chiave interni alla Carta delle Nazioni Unite e alla Costituzione dell’UNESCO. Quindi il tema dominante suggerito dall’Unesco sarà incentrato sul libro come avvicinamento e dialogo tra culture.