giovedì 1 aprile 2010

Aderiamo alla giornata mondiale del libro 2010

Dal 1995, in seguito all'iniziativa dell'Unesco, più di 100 paesi al mondo si mobilitano per la “Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore” al fine di rendere la lettura più accessibile ed interessante.
Pur esistendo in Italia numerose feste e manifestazioni che fanno riferimento alla lettura, la “Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore” organizzata dall'UNESCO ogni 23 aprile dal 1995 ha la particolarità di essere un evento di portata planetaria, che riunisce molti milioni di persone con la finalità di incoraggiare la comprensione, la tolleranza e il dialogo.
In occasione di questa giornata, librai, editori, autori, bibliotecari ed altri appassionati della parola scritta si mobilitano affinchè un numero sempre maggiore di lettori possano, come scriveva Balzac, “compiere deliziosi viaggi, a bordo di una parola”.
La Commissione Biblioteca del 10° Istituto propone di partecipare alla Giornata mondiale del libro la settimana dal 23 al 30 aprile per consentire a tutti la partecipazione con una iniziativa , da scegliere e collocare liberamente all'interno della settimana.

Perchè l'UNESCO ha scelto la data del 23 aprile come giornata mondiale del libro?

La data del 23 aprile, a partire dal 1996, è stata scelta dall’Unesco come Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore per la sensibilizzazione e la promozione della lettura e delle attività a essa legate.
Il 23 aprile è stato scelto dall’UNESCO per il suo valore simbolico; in questo giorno (e nello stesso anno, 1616) sono morti Cervantes, Shakespeare and Inca Garcilaso de la Vega, ma sono nati anche autori come Maurice Druon, K.Laxness, Vladimir Nabokov, Josep Pla and Manuel Mejía Vallejo.
Il libro è in grado di creare contatti tra uomini di epoche e orizzonti differenti e si pone come strumento della libera espressione, contribuendo quindi a costruire e consolidare la comunità umana mondiale e a favorire la causa dei diritti umani. La Giornata Internazionale del Libro e del Diritto d’Autore, celebrata il 23 aprile, vuole essere un invito a valorizzare quell’eterna fertilità delle idee di cui i libri sono rappresentanti e strumento di diffusione.
Il 23 aprile è anche la festa a Barcellona di Sant Jordi, ossia San Giorgio, patrono della Catalunya, giorno in cui è d’uso regalare un libro e una rosa a chi si vuole bene. Questa piacevole usanza è il risultato di un peculiare intreccio tra tradizione popolare e desiderio di rendere omaggio al più grande scrittore spagnolo di tutti i tempi, Miguel de Cervantes.
Le celebrazioni per San Jordi, soldato romano morto da martire nel IV secolo d.C., nascono già in epoca medievale, con un carattere prettamente aristocratico: dopo la messa solenne, i cavalieri davano vita a una serie di giostre e tornei e alla fine della giornata omaggiavano le dame con una rosa.
La leggenda del santo infatti, diffusasi nel XIII secolo grazie alla Legenda aurea di Giacomo da Varagine, vuole che il sangue versato dal drago ucciso da San Giorgio per difendere una principessa imprigionata dal mostro, avesse poi fecondato la terra facendo germogliare rose color vermiglio, raccolte dal cavaliere per farne dono alla principessa liberata.
È per questo che il rituale oggi prevede che gli uomini offrano alle donne una rosa e che le donne ricambino o anticipino il dono regalando romanzi e poesie – e in modo naturale questo rituale si è presto esteso a scambi tra persone con altri tipi di legami affettivi: amicizia, parentele…- e sempre per questo il tema privilegiato degli incontri culturali che si svolgono durante la festa è naturalmente l’amore.
A partire dal XVIII secolo, la festa si allargò a tutto il popolo e col tempo si caricò di nuovi significati: in particolare, nel 1930, Vicent Clavel Andrés, editore e scrittore valenzano trapiantato a Barcellona, propose la data del 23 aprile, giorno della morte di Cervantes, quale data ideale per la festa del libro.
La tradizione si allargò secondo forme diverse in tutta la Spagna, mentre negli anni del franchismo, in aerea catalana, il giorno di Sant Jordi divenne momento di rivendicazione culturale e politica. Nel 1964 tutti i paesi di lingua spagnola e portoghese adottarono tale data per festeggiare il libro (e la lettura) e nel 1993 una simile scelta fu presa dai paesi della Comunità Europea. Fu proprio a partire da tali positive premesse, e con l’appoggio dell’Unione Internazionale degli Editori, che il governo spagnolo presentò all’UNESCO la proposta di proclamare quale Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore proprio il 23 aprile.

Vivere più intensamente

"Un libro ci consente di vivere più e più intensamente di quelle poche decine di anni che la biologia ci consente. Rispetto a chi non legge io sono più vecchio di Matusalemme." 
Umberto Eco 2009

Il lettore nell'arte

Ho postato uno slide show di rappresentati da dipinti e sculture. Salta agli occhi una netta predominanza di figure femminili... Sarà casuale?

LE DONNE CHE LEGGONO SONO PERICOLOSE

Le donne e i libri possono essere passioni divoranti e proibite.
LE DONNE CHE LEGGONO SONO PERICOLOSE di Stefan Bollman ed Elke Heidenreich è il libro che raccoglie una galleria di donne che leggono, con i volti sognanti o concentrati, affascinate e affascinanti, raffigurate da pittori o fotografi da Simone Martini a Rembrandt, Vermeer, Fragonard, da Matisse, Heckel e Hopper fino alla famosa fotografia di Eve Hopper con Marilyn Monroe che legge l'Ulisse...
Un piccolo assaggio della prefazione scritta da Daria Bignardi:


Le persone che leggono sono pericolose se poi sono donne lo sono ancora di più.
Certo, una persona che legge difficilmente conoscerà la noia, visto che ci saranno sempre i libri a riempirle la vita. Mi capita di leggere in pullman, in treno, in coda, nello studio del medico, e mi lamento poco di ritardi e affini.
Una persona che legge avrà di meglio da fare di perdere tempo con falsi amici e qualunquisti vari, perché avrà sempre di meglio da fare.
Una persona che legge non avrà così bisogno di rapporti bulimici con il suo prossimo, perché avrà sempre i suoi libri da leggere, migliori della stragrande maggioranza della gente e della stragrande maggioranza dei rapporti umani.
Una persona che legge si farà meno intortare dal suo prossimo, che sia datore di lavoro, collega, compagno di scuola, politico, uomo di religione, e accetterà meno di farsi mettere i piedi in testa nella società, al lavoro, in famiglia.
Se poi è una donna, di sicuro avrà sempre i libri ad appagarla, che possono essere ben più appaganti della ricerca spasmodica di un uomo, della maternità a tutti i costi, di una vita da serva senza aperture mentali. Ecco perché per secoli ci hanno impedito di leggere, ecco perché in certi Paesi ci impediscono ancora di studiare.
Negli anni mi sono scontrata con vari qualunquisti di ambo i sessi, che non capivano la mia passione per i libri, e cercavano di frapporsi tra me ed essa: li ho allegramente allontanati dalla mia vita. E poi, francamente, che te frega se negli intervalli di tempo o in coda al bar io leggo un libro? Perché dovrei preferire ascoltare i tuoi discorsi vuoti o subire le tue avances? A proposito, non c'è nulla che mi faccia più incazzare che essere disturbata mentre leggo. Sono pericolosa perché leggo? Ne sono fiera e me ne vanto.